La ricattabilità di Berlusconi

Bunga bunga e ricatti: 500 foto minacciano Berlusconi?

Il Fatto sulla sicurezza del premier: quante foto e video di escort e festini ci sono in giro?

Le più famose sono state la D’Addario, Barbara Montereale e Noemi. Le ultime, in ordine di tempo, Karima-Ruby e Nadia Macrì.
Ma quante sono le ragazze, le veline, le escort, che in questi anni sono entrate nelle ville di Arcore, alla Certosa, a palazzo Grazioli? Quante di queste hanno scattato foto, girato video, conservato ricordi della serata nella memoria dei cellulari?
E’ quanto si chiede il Fatto Quotidiano, che oggi apre con un articolo di Gianni Barbacetto. Titolo: "Prendi i soldi, scatta, e ricatta".
Il tema della sicurezza del presidente del Consiglio è da giorni in primo piano.
Il Copasir, il comitato di controllo sui servizi presieduto da Massimo D’Alema, chiede con insistenza di ascoltare Berlusconi. Per Paolo Guzzanti, ex berlusconiano doc: "Chiunque potrebbe uccidere il premier, somministrargli farmaci, ottenere informazioni riservate".

500 foto compromettenti in giro?

Un’esagerazione? Forse. Ma negli ambienti delle redazioni dei giornali di gossip, nei palazzi della politica – scrive Il Fatto - si dice in giro che ci siano 500-600 foto che ritraggono lo scenario di feste e festini con il premier e le sue "ragazze".
Il giornale di Padellaro ci va cauto. "Probabilmente ci sono in giro falsi e trappoloni": dice un operatore del settore fotogiornalistico.

I precedenti: le registrazioni di Patrizia e le foto di Barbara

Ma i precedenti, a ben guardare, sono sotto gli occhi di tutti. E non serve un grosso sforzo di memoria per ricordarsi delle registrazioni di Patrizia D’Addario, o degli scatti di Barbara Montereale e Lucia Russini nei bagni di palazzo Grazioli. Che hanno poi ispirato la fiction "Lost in wc" di Parla con me.

In quanti(e) hanno il cellulare di Berlusconi?

Più recentemente, caso Ruby, c’è la brasiliana Michele, che mentre Karima era trattenuta in questura a Milano, ha chiamato al cellulare "Silvio" per farsi aiutare.
Sul web qualcuno ironizzava: "Ma il cellulare di Berlusconi è nei bagni pubblici"? Ad Annozero la direttrice dell’Unità, Concita De Gregorio, sottolineava che neanche Paolo Mieli, attuale direttore di Rcs Libri ed ex direttore del Corriere della Sera, ha il numero del presidente del Consiglio in rubrica.

Avviata una "bonifica" di scatti?

Quanto è facile, allora, oggi, ricattare Berlusconi?
Il Fatto ricorda che quando il premier era semplicemente un imprenditore televisivo, "fece fare da una sula collaboratrice il giro dei giornali italiani per ritirare le foto che non riteneva adatte a pubblicizzare la sua immagine".
"Oggi sta succedendo qualcosa di simile"? Si chiede Barbacetto. C’è qualcuno che si sta muovendo per "bonificare" il mercato, facendo sparire foto e nastri dei "bunga-bunga"?

(fonte: Martina Aureli - ilsalvagente.it)